Come ogni 27 gennaio vi propongo una visita ad un luogo
della memoria. Per la ricorrenza di quest’anno non avevo pensato a nulla di
particolare, avevo pensato di riproporvi i reportage degli anni precedenti in
una sorta d’antologia , ma … spesso la storia ti viene a cercare senza che tu
abbia fatto programmi, e che sia la memoria a trovare te.
Quando sono arrivato a Nis, nel sud della Serbia non pensavo
di trovarvi due luoghi della memoria così importanti e invece.
La mattina al risveglio a poche centinaia di metri dalla
stanza presa in affitto mi trovo a svoltare sulla strada principale che porta
al centro, e proprio dinanzi a me trovo un segnale che indica il Campo di
Concentramento di Crveni Krst (Croce Rossa).
Pochi metri dopo si staglia davanti a me un lungo muro
grigio con un portone altrettanto grigio, l’ingresso al luogo in cui era stato
installato il campo di concentramento.
Non mi sarà possibile visitarlo purtroppo, il lunedì come
gran parte dei musei in tutto il mondo, il memoriale è chiuso, ma riesco
comunque a fare qualche foto dalle feritoie sul muro da cui le guardie
osservavano il mondo esterno.
Il campo di Crveni Krst, che prende il nome da una croce
rossa che si trovava nei pressi, era gestito dalla Gestapo . Originariamente un
campo di transito, “ospitò” tra le sue mura serbi contrari al regime, ebrei e
rom. Fu costruito nel 1941 e liberato dai partigiani jugoslavi nel 1944. Vi
furono internare più di 35.000 persone, di queste circa 10.000 vennero uccise
barbaramente.
Strettamente legato al Campo di Crveni Krst è il memoriale
che si trova in località Bubanj, raggiungibile in bus (n.8), dieci minuti dal
centro di Nis.
In questa località nel febbraio del 1942 ci fu la prima
esecuzione di massa, a cui ne seguirono, purtroppo, molte altre.
Il monumento brutalista " I Tre Pugni" opera
dell’architetto Ivan Sabolic, simboleggia le tre categorie di persone
barbaramente massacrate sul monte Bubanj, uomini, donne e bambini, fu inaugurato
il 13 ottobre 1963, giorno in cui si commemora ogni anno la liberazione di Nis.
Sul rilievo del monumento trovano posto le parole di Ivan Vuckovic:
"Dal sangue dei comunisti e dei patrioti questi pugni sono nati, pugni di
ribellione e monito, pugni di rivoluzione, pugni di libertà. Noi siamo stati
colpiti ma non siamo morti e mai ci siamo sottomessi. Abbiamo schiacciato
l'oscurità e spianata la strada verso il sole".
Ma tutto il monte è divenuto un simbolo della resistenza
alla barbarie.
La prima parte del memoriale, la foresta stessa, rappresenta
il posto i cui i partigiani combatterono per la libertà, il sentiero che porta
al memoriale rappresenta i passi dei patrioti nella loro lotta verso la libertà.
Per ricordare che anche questo è stato e chi i campi in europa ha liberato.
Salve signora signore
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